
M - Bello il film. Non trovi che l'unico punto debole del cinema sia l'assenza di contatto col pubblico?
C - In effetti alla lunga questo aspetto tende a smorzarne la magia. Ma attento alle facili conclusioni. L'altro giorno per esempio sono andato a vedere una pièce a teatro
- Bè?
- Non hai idea degli intoppi, i lapsus, le papere madornali delle quali era costellata l'intera messinscena. Conseguenza inevitabile quando tutto è in presa diretta. E questa, volenti o nolenti, è una parte fondante dello strumento teatrale
- Hai ragione, ma non ne costituisce forse anche il fascino? Allora che mi dici della realtà, della vita in genere?
- Non saprei. Ti ascolto
- Il nostro stare al mondo, il nostro rapportarsi agli altri, il nostro agire, ad esempio, non sono che un continuo susseguirsi di perfezione, fluidità, armonia: tutto sembra avere una direzione preordinata
- Lapalisse
- Ma quando ti fermi per un attimo ad osservare un tramonto, a contemplare le stelle lontane, quando il profumo della terra bagnata penetra tra le tue narici. In quell'istante, proprio in quel preciso istante, non ti sembra che niente abbia più senso? Non hai la sensazione che tutto sia perduto?
- Credo di aver provato qualcosa del genere
- Credo anch'io. Se poi provi a guardarti intorno, vedrai una piccola, forse minuscola minoranza di gente riflessiva, gente profonda, che si accontenta delle piccole cose; che, in definitiva, da quel tramonto, da quell'odore, da quei lumini nel cielo, trae esempi illuminanti e insegnamenti profondi, che però portano in una strada senza sfondo
- Frena un attimo. Chi dice che una strada senza sfondo sia per forza un qualcosa di negativo?
- Ma ciò che importa è che io non abbia mai nemmeno lontanamente pensato di affermare che gli esempi illuminanti e gli insegnamenti profondi siano un qualcosa di positivo
- Non ti seguo. Mi stai parlando di un mondo ideale che non può esistere. Che, quantomeno, la Storia ha dimostrato non possa esistere
- La Storia ha solo dimostrato che passato, presente e futuro sono entità inscindibili a tal punto che una loro eventuale separazione, di tutte o anche solo di due di esse, sconvolgerebbe gli equilibri universali raggiunti, causando eventi impensabili per la nostra vigente sensibilità
- Fammi degli esempi
- Potremmo non riuscire più a trovare la spiegazione delle piccole cose che ci rassicurano. Potremmo cominciare a chiederci autisticamente -perché-, senza il benché minimo e temporaneo refrigerio mentale
- Un momento. Come siamo arrivati a questo punto?
- La domanda da porsi è un'altra. Da dove siamo partiti? Ma è ovviamente una domanda utopica, non lo possiamo sapere con certezza. Ma è questo il punto. Sapere che il presente non si mescola al passato, né tantomeno al futuro, ma non avere la certezza che questo non possa prima o poi accadere, ci rende vulnerabili. Il teatro annulla le distanze. E ci fa conoscere la Verità, per un momento, anche breve, brevissimo. La magia della verità
- Ricordati che mi parlavi di una minuscola minoranza. Sono parole tue
- Lo confermo. Ma il mondo non è poi un insieme di minuscole minoranze?
- Ma non puoi confondere ad esempio le minoranze soggiogatrici con quelle soggiogate!
- Non le confondo. Ma rimangono minoranze. E nel nostro caso non conta il tipo di minoranza. Ti dirò che per me potrebbe trattarsi anche di un individuo solo. Non cambierebbe la sostanza. Magia e Verità si manifestano effimere. Ed effimere si trasmetteranno, sia partendo da una sola persona, che da una moltitudine di esse
- Aspettando verità più solide...
- ...andiamo a teatro
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