giovedì 20 maggio 2010

ATTESA


Di una notizia importante? Di un lontano cugino che non vedi dal 1962? Di espletare un bisogno corporeo renitente? Che smetta di piovere? Di tutte queste cose messe insieme?
Qualunque sia l'attesa che state vivendo, godetevela! In questo momento il mondo è pieno di persone che la notizia l'hanno avuta, che il cugino l'hanno incontrato, che il bisogno l'hanno espletato, che hanno visto spuntare il sole e che si domandano se il trailer in fondo, non promettesse più della qualità effettiva del film. Ma è il trailer che conta!

Anche se in effetti il trailer stesso è già film, qualcuno potrebbe obiettare. Paradossalmente potremo compiere un percorso a ritroso, considerando ogni attesa, l'evento risultante di un'attesa precedente.

"Aspetto un bambino!" sarà stato preceduto da
"Aspetto di rimanere in cinta!" a sua volta scaturito da
"Aspetto un uomo che mi si pigli!" che ovviamente proviene da
"Aspetto un bambino!", "Cosaaaaaaaa???".

Che cos'è dunque che aspettiamo, se aspettiamo di aspettare? Cosa potrebbe farci smettere di aspettare? Semplice, si potrebbe pensare: il non aspettare più! Quindi occorrerebbe aspettare di non aspettare più, aspettandosi che questo funzioni. Che già non è un grande inizio a dir la verità.

Orazio dice: vivere ogni momento come fosse l'ultimo. A parte: non è proprio semplicissimo, visto che siamo pieni ovunque di orologi. E poi: proviamo a pensare cosa accadrebbe se il tuo migliore amico o la tua ragazza/o o un parente stretto fosse convinto di questo. Sarebbe un inferno ogni giorno andare sulle montagne russe, mangiare otto hamburger farciti di roba immonda, andare a travolgere un cantiere con gli operai in mezzo a 300 all'ora con la macchina e mettersi a urlare bella ciao saltellando nudi sul cornicione: perché, naturalmente, il pazzoide oraziano non è che queste cose le fa per conto proprio, no, vuole il compagno, perché la solitudine in fin di vita è triste, ma triste triste!

Un mio amico facilone mi disse una volta: "Guarda, io la soluzione l'ho trovata. Aspetto solo che mi capitino cose talmente improbabili che, quando mi rendo conto dell'impossibilità, smetto di aspettare!".
"Ho capito, ma guarda che non esistono cose così".
"Come no!".
"Bè, fammi degli esempi!".
"Diventare miliardario".
"Pfui, e questo lo chiami impossibile?".
"Eh già, difficile ma non impossibile. Ehm, che la luna caschi sulla terra!".
"E chi l'ha detto che non possa accadere?!".
"Vero, chi l'ha detto...Che Dio scenda in terra e ci fulmini tutti quanti con saette di nutella e mascarpone e, rimasto da solo e resosi conto di ciò che ha fatto, inizi a fare capriole urlando -intero o ridotto? intero o ridotto? intero o ridotto?-"
"Se mi porti la prova che questo non accadrà mai, te la do vinta".
"Uff...Aspetta, ho trovato! Non succederà mai che io ti convinca della mia tesi!!!"
"Sì vabbè, aspetta e spera!"

Questo sì che è giocare sporco.

mercoledì 19 maggio 2010

PROVA DI RESISTENZA

Esco dal lavoro, mi dirigo verso la macchina e noto una vecchietta che già in precedenza avevo intravisto alla fermata dell'autobus. Ma l'autobus non era passato e lei era ancora lì con le sue valigie. "Ora mi chiede un passaggio", penso rassegnato.

"Giovane!", mi chiama.
"Ecco, lo sapevo".

"Mi direbbe l'ora?".
"Uff, pericolo scampato...ehm, sono le sette e mezzo".
"Grazie!".
"Prego".
"Va verso la stazione per caso?".
"..."

E mentre lei si accomoda in macchina penso che dovrò rinunciare ad ascoltare la mia solita musica a tutto volume, fumarmi la mia sigaretta ("Le dà fastidio se fumo?". "Sì"; ecco appunto) e farmi i miei consueti viaggi mentali. Non che mi scocci esser d'aiuto al prossimo, per carità, anzi, di passaggi a sconosciuti ne ho dati svariati (e anche ricevuti, a dirla tutta); però si sa come funziona, bisogna per forza conversare, stare composti, guidare in un certo modo per non far pentire amaramente l'avventore di essere salito sulla tua auto (il pentimento di solito si manifesta con mani che iniziano ad aggrapparsi ovunque, occhi che roteano, sudarella, ma nei casi più gravi ci si avventa contro il guidatore brandendo un fazzoletto moccicoso); insomma, c'è un bon ton anche per il PDPA (Perfetto Datore di Passaggi Automobilistici).

La vecchietta di oggi però è particolarmente fastidiosa. E il mio charme è messo a dura prova. Inizialmente si limita ad un paio di battute sarcastiche sul caos che vige nella macchina, quasi a biasimarmi che dia passaggi a sconosciuti con in dotazione un cesso ambulante del genere. Da parte mia, aplomb inglese quasi commovente, dico solo questo. Mi meraviglio di me stesso. Di solito già questo livello di provocazione è sufficiente perché parta con le mie frecciatine (che capisco solo io, tra l'altro). Invece no. Voglio godermi lo spettacolo visto che la vecchietta sembra davvero combattiva.

"Deve prendere il treno?", le chiedo con la voce forzatamente impostata sull'opzione -gentile-.
"Le ho chiesto se va alla stazione, sono carica di bagagli, faccia un po' due più due!".
"Dunque dunque...deve prendere il treno!". Meraviglioso. "E dove va di bello?".
"Non penserà mica che sia obbligata a risponderle solo perché siamo sulla sua auto!".
"Lasciamo stare i formalismi, mi dia pure del tu!".
"Non faccia tanto lo spiritoso, che non è proprio il caso!".

Senza falsa modestia, credo di cominciare a starle simpatico.
"In ogni caso vado a Roma, ho il treno tra dieci minuti e devo ancora fare il biglietto. La pregherei di accelerare, se non chiedo troppo."
"Roma! Nel Lazio eh?".

Accelero.

"Lei è comunista, non è vero?".
Accidenti. Questo però è gioco sporco. Passare al contrattacco in questo modo, buttandola in politica poi! Alcuni secondi interminabili. Poi ci pensa lei a rincarare la dose: "Glielo dico io: lei è uno di quei parassiti della società, uno di quelli che ai miei tempi sarebbero stati schiaccati come uno scarafaggio, e invece oggi fanno il bello e il cattivo tempo sulle spalle degli altri. Vi riconosco immediatamente. Scommetto che è anche ateo. Va di moda tra voialtri. Vi metterei in riga io, vi metterei. E non corra!!!".
"Ma..."
"Le ho detto di accelerare solo perché volevo passare il minor tempo possibile con lei, il treno è tra un'ora! Per fortuna siamo quasi arrivati". Adesso mi pare un tantino esagerata. Per un attimo mi viene la tentazione di risponderle per le rime. Ma sono ormai calato nella parte del pungiball sorridente: prendo i cazzotti, vado giù, e quando torno su ho sempre lo stesso sorriso ebete.

"E poi, se lo lasci dire, guida davvero da cane. Ma chi le ha dato la patente!?".

Ecco, ha passato il segno. Se c'è una cosa che odio è che mi si giudichi per come guido, anche perché è oggettivo che guido da DIO! Ora gliene dico quattro: "Senta un po'...'".

A questo punto, prima ancora che possa partire con la mia invettiva, il nostro sguardo si incrocia. Noto qualcosa di strano. Lei gira subito la testa. Sembra in difficoltà, come chi è colto in una situazione imbarazzante e teme di poter essere smascherato.

Vorrei ridere di gusto, ma mi trattengo. Anche perché ormai siamo a destinazione. Mi accosto, scendo dalla macchina; lei fa altrettanto. Faccio per scaricare le valigie, ma lei me le strattona di mano.
"E dai su, ormai siamo arrivati, penso che possa bastare", le dico.
"Vabbè, ma ormai era giusto portarlo avanti fino all'ultimo".
"Come sono andato?".
"Che dire. Complimenti e...scusa".
"Niente scuse. Anzi, grazie".
"Di niente. A presto".
"A presto e buon viaggio, sperando che...possa deragliare il treno".
"Sottoscrivo".

lunedì 17 maggio 2010

TEMPISMO


Nemmeno a farlo apposta, il giorno dopo il pezzo sull'articolo 11, altri due militari italiani hanno fatto le spese di questa guerra assurda. Così nessuno mi potrà dire che la questione del ritiro delle truppe viene fuori solo quando accadono le tragedie: io l'avevo tirata fuori ieri!

domenica 16 maggio 2010

ROBUSTO DI COSTITUZIONE - 1


A grande richiesta, da oggi per un tot (?) di settimane, ogni domenica presenterò e commenterò (!) gli articoli (secondo mio modesto parere) più belli della Costituzione Italiana. Esercizio sano e quanto mai utile visto il momento buio che stiamo vivendo; una crisi dovuta principalmente agli attacchi continui che Santoro, Vauro, Travaglio, Di Pietro e tutta la loro cricca stanno portando ormai quotidianamente al nostro polveroso statuto. Vergogna, vergogna, vergogna!

Si procederà in ordine sparso, nel senso che l'articolo di volta in volta lo decido io a seconda di come mi gira.

L'aspetto più bello di buona parte della Costituzione è la semplicità. Tutti possono capire e apprezzare. Trasparente, laica, universale. E inequivocabile.

Art. 11
L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Avessi avuto sottomano la Costituzione quando ero più piccolo, prima delle scazzottate con i bulli! Le avrei prese lo stesso, però vuoi mettere l'orgoglio di esclamare "L'Italia ripudia la guerra!" mentre venivo preso a pedate...

In ogni caso, lasciando stare le mie disavventure giovanili, questa specie di ricognizione costituente non parte proprio bene. Se prendiamo gli ultimi 20 anni di Storia della Repubblica Italiana, sono varie le occasioni in cui siamo venuti meno a quel principio basilare.

Agosto 1990: Iraq-Kuwait
Marzo 1999: Serbia, Montenegro e Kosovo
Dicembre 2001:Gennaio 2002: Afghanistan
Maggio 2003: Iraq

Sempre a fianco degli Usa, mai autorizzati dall'Onu. E, naturalmente, con consenso bipartisan (quando ci sono le stronzate da votare, è sempre bipartisan), con l'unica solita eccezione della sinistra radicale che però in Italia conta sempre di meno e non riesce ad avere presa neanche su questi temi sensibili (due manifestazioni soltanto contro la scandalosa guerra in Iraq).

Ora, la bufala di chiamare missioni di pace quelle che sono in tutto e per tutto operazioni militari è nota e, ormai, solo gli ottusi o i disonesti possono credere a questa ennesima offesa all'intelligenza umana. Le guerre vengono fatte solo per scopi economici e per il mantenimento dell'ordine mondiale costituito, con l'occidente guidato dagli Usa a farla da padrone e il sudest del mondo a subire in silenzio. Peccato che nulla si potrà contro l'ascesa di Cina e India. Infatti ora tutti a invocare i diritti umani in quei paesi: ma quanta ipocrisia! Perché gli Usa e tutti gli altri non intervengono in Cina per esportare la democrazia?

Tornando all'Italia, la speranza è che si torni a rispettare la Costituzione ritirando le truppe dall'Afghanistan e da tutti gli altri paesi dove siamo ancora impegnati militarmente. Chi visse sperando...