
Art. 15
La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili. La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dall'autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge
Sembrerebbe ormai scontata, secondo fonti certe, l'applicazione alla celebre legge bavaglio di un ultimo ma fondamentale emendamento (il cosiddetto "emenda tu che mi scappa da ridere"). Esso tutelerà una volta per tutte i cittadini nella loro privacy, in coerenza con quanto afferma appunto l'emerito articolo 15 della Costituzione. Ma vediamo nel dettaglio che cosa cambierà.
Ogni cittadino verrà istruito da voce "computerizzata ma sensuale" (così dice il testo della legge) all'avvio di ogni conversazione telefonica; la voce, dicevo, avverte se la telefonata sia sottoposta a intercettazione o meno da parte dell'autorità giudiziaria (inizialmente la legge riportava "dabbenità giudiziaria", ma poi quelli della Lega hanno scoperto controllando su Google che la parola non esiste). In ogni caso ogni telefonata avrà come sottofondo uno stornello di Mariano Apicella, ad allietare le orecchie dei due colloquianti.
Il giudice che "si azzardi ehm che decida" di disporre l'intercettazione inoltre sarà sottoposto a sua volta ad intercettazione, tramite cimici poste nella sua camera da letto, secondo la logica del -tieni il dentista per le palle mentre ti trapana in bocca-. La moglie del magistrato dovrà una volta a settimana dichiarare pubblicamente l'inefficienza sessuale del marito tramite intervento a reti unificate, mentre sullo sfondo verrà proiettata l'immagine del presidente della repubblica che annuisce alle parole della donna sventolando le mutande del giudice.
Ogni giornalista che pubblicherà il testo di qualsivoglia intercettazione non subirà multe o pene di alcun genere: l'intera conversazione da lui riportata gli verrà marchiata addosso tramite tatuaggio, fino a esaurimento superficie corporea. Dopodiché si passerà ai parenti.
Molto importante il comma 6 detto anche "devi fare tutto il giro sennò non vale" secondo il quale ogni processo che contenga accuse derivanti da intercettazioni, che arrivi "puta caso" (cito ancora testualmente) alla sentenza di condanna in Cassazione, dovrà tornare indietro, ripassando dall'appello e poi, se necessario, dal primo grado. Se anche la seconda sentenza di primo grado, quinta in totale, dovesse portare alla condanna dell'imputato intercettato, spetterebbe comunque l'ultima parola a Adriano Galliani, coadiuvato in camera di consiglio da Pippo Franco e Umberto Smaila. Quelle sagomacce della Lega hanno voluto aggiungere, dimostrando davvero uno spirito e un sense of humor notevoli, che "chi passa dal Via! ritira le 20mila lire".
I pesci rossi dovranno convertirsi al Cattolicesimo e le vasche dovranno obbligatoriamente ospitare sulla superficie di vetro un rilievo della faccia di Gasparri che sorride.
Tutti i rom saranno rimpatriati anche se non hanno una patria.
De Magistris ha un alito immondo.
Capezzone ce l'ha enorme.
Ogni cittadino verrà istruito da voce "computerizzata ma sensuale" (così dice il testo della legge) all'avvio di ogni conversazione telefonica; la voce, dicevo, avverte se la telefonata sia sottoposta a intercettazione o meno da parte dell'autorità giudiziaria (inizialmente la legge riportava "dabbenità giudiziaria", ma poi quelli della Lega hanno scoperto controllando su Google che la parola non esiste). In ogni caso ogni telefonata avrà come sottofondo uno stornello di Mariano Apicella, ad allietare le orecchie dei due colloquianti.
Il giudice che "si azzardi ehm che decida" di disporre l'intercettazione inoltre sarà sottoposto a sua volta ad intercettazione, tramite cimici poste nella sua camera da letto, secondo la logica del -tieni il dentista per le palle mentre ti trapana in bocca-. La moglie del magistrato dovrà una volta a settimana dichiarare pubblicamente l'inefficienza sessuale del marito tramite intervento a reti unificate, mentre sullo sfondo verrà proiettata l'immagine del presidente della repubblica che annuisce alle parole della donna sventolando le mutande del giudice.
Ogni giornalista che pubblicherà il testo di qualsivoglia intercettazione non subirà multe o pene di alcun genere: l'intera conversazione da lui riportata gli verrà marchiata addosso tramite tatuaggio, fino a esaurimento superficie corporea. Dopodiché si passerà ai parenti.
Molto importante il comma 6 detto anche "devi fare tutto il giro sennò non vale" secondo il quale ogni processo che contenga accuse derivanti da intercettazioni, che arrivi "puta caso" (cito ancora testualmente) alla sentenza di condanna in Cassazione, dovrà tornare indietro, ripassando dall'appello e poi, se necessario, dal primo grado. Se anche la seconda sentenza di primo grado, quinta in totale, dovesse portare alla condanna dell'imputato intercettato, spetterebbe comunque l'ultima parola a Adriano Galliani, coadiuvato in camera di consiglio da Pippo Franco e Umberto Smaila. Quelle sagomacce della Lega hanno voluto aggiungere, dimostrando davvero uno spirito e un sense of humor notevoli, che "chi passa dal Via! ritira le 20mila lire".
I pesci rossi dovranno convertirsi al Cattolicesimo e le vasche dovranno obbligatoriamente ospitare sulla superficie di vetro un rilievo della faccia di Gasparri che sorride.
Tutti i rom saranno rimpatriati anche se non hanno una patria.
De Magistris ha un alito immondo.
Capezzone ce l'ha enorme.