giovedì 3 giugno 2010

CHIEDERSI IL PERCHE'


Per chi li osserva attentamente, ciò che dei bambini sorprende di più è il loro capire, prima e meglio degli adulti, la vera essenza delle persone e delle cose; cogliere il succo del mondo insomma. Sensibilità, innocenza e intuito formano un antidoto eccezionale e magico che contrasta l'irrazionalità e la disonestà in modo così potente, che queste ultime sarebbero indotte a soccombere con estrema regolarità. Se non fosse che.

Sui bambini però pende fin dalla nascita una sentenza di condanna: la corruzione degli adulti. La quale, rafforzata dalla inevitabile preponderanza fisica e psicologica di questi ultimi nei confronti dei primi, annulla gli effetti benefici dell'antidoto.

L'idea che questo sia il naturale corso delle cose è incontrovertibile e la Storia ha dimostrato come ogni bambino, dalla meraviglia dell'essere fanciullo, naufraghi nella corruzione dell'essere adulto, senza eccezione alcuna. Ovviamente sono esistiti e continueranno ad esistere uomini e donne di grande spessore morale, ma anche il più straordinario di essi, per quanto retto e generoso possa essere, dovrà convivere con la sua, piccola o grande, parte corrotta.

Se è vero che la meravigliosa innocenza di ogni piccola creatura sta anche e soprattutto nel suo porsi in modo umile e aperto di fronte ad ogni cosa, nel suo infinito "chiedersi perché"; se questo è vero, all'uomo, per salvarsi e salvare un mondo così malconcio, occorrerà emulare proprio in questo i propri figli. Sarebbe portato così, naturalmente, a ragionare. E la ragione è la nostra salvezza. Imitiamo i bambini. Chiediamoci sempre il perché!