
Caro Daniele,
non so se io sia il più adatto a commentare ciò che sta accadendo in questi ultimi giorni. Mi conosco, mi sento troppo coinvolto, il rischio è di non essere fino in fondo obiettivo. Succede quando sogni troppo forte e, svegliandoti, ti deprimi pensando che sia tutto finto. A quel punto deve subentrare la ragione, ma non è così semplice perché, almeno inizialmente, stai solo cercando di riaddormentarti per non affrontare la realtà.
Un po' quello che è successo a me. Crearsi dei miti, innalzarli a paladini dell'infallibilità e dell'incorruttibilità - salvo poi restare scottati quando capisci che sono persone normali, con i loro difetti e i loro vizi - è un errore grande quanto il Kosovo (citazione inevitabile...). Anche se, di sicuro, questa tendenza a ricercare ed eleggere i propri eroi è molto più frequente nei contesti opprimenti, chiusi, scarsamente inclini alla libertà (quella vera), quale è quello italiano degli ultimi dieci-quindici anni. Come dire: sei nel deserto, trovi un fiore, come fai a esimerti dal venerarlo?
Rimani un innovatore. Uno che ha divulgato al proprio paese o, almeno, a quella parte di paese che ti ha coltivato, un tipo di comicità nuova; a molti hai trasmesso un nuovo modo di pensare; non credo di esagerare dicendo che ascoltare le tue battute, i tuoi monologhi, leggere i tuoi saggi sulla satira, sulla religione, sul sesso abbia cambiato in meglio il mio modo di vedere e criticare le cose e credo anche quello di altre persone. Non c'è scopiazzatura o plagio che tenga.
Voglio solo evitare di stare ad aspettare una tua reazione, né tantomeno giudicarti a seconda di essa, perché sarebbe come non aver imparato la lezione, non aver capito che cosa c'è di sbagliato in tutto questo. Non eri un eroe infallibile prima, non sei un mostro falsificatore adesso. Mi piace pensare che l'aver scoperto che sei un peccatore come tutti, sia anche questa, l'ennesima occasione in cui grazie a te ho imparato qualcosa, sono cresciuto ancora un po'. Non commetterò più lo stesso errore. Grazie ancora. Con stima e affetto
Prima di leggere questo tuo pezzo anch'io stavo cadendo nell'ottusa alternativa "o idolo o cialtrone". Hai indicato bene qual è la lezione da imparare da questa vicenda, bravo Ale
RispondiEliminaTony
Ecco chi era l'anonimo!
RispondiEliminaSe ti riferisci ad altri commenti temo di no, è il primo che lascio...
RispondiEliminaA presto!